Sabato 19 Maggio 2012
   
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NUOVE SEDE ALBERGHIERO, NE PARLA TARTAGLIA

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Abbiamo intervistato il preside del locale istituto alberghiero circa la situazione di quella che sarà la nuova sede castellanese. Nel corso dello scorso consiglio comunale, infatti, si è discusso dei ripetuti atti di vandalismo che hanno caratterizzato l’edificio.

Il dottor Francesco Tartaglia ha subito specificato che il manufatto è di proprietà della regione, per tale motivo egli non può prendere decisioni  in merito, ma esprime la sua opinione dicendosi rammaricato per le cattive condizioni in cui vessa lo stabile.

L’edificio è in costruzione da quasi venti anni e, da poco tempo, l’appalto è passato ad una nuova ditta di costruzioni. Un iter di passaggio durato quasi due anni. Secondo alcuni progetti passati, ad oggi l’istituto avrebbe dovuto essere completato. Come ben sappiamo, in realtà, non lo è per niente. Tartaglia spera in una cura maggiore da parte della nuova impresa, che deve completare quanto prima i lavori, nonché una maggiore sollecitazione da parte della stessa provincia. «Più l’edificio viene lasciato nell’attuale stato di abbandono e più probabile sarà che questo sia oggetto di continui atti di vandalismo» afferma lo stesso dirigente scolastico.

«Dopo tutti questi anni non facciamo più previsioni, anche perché le vediamo sempre infrangersi contro vari problemi. Non si prevedeva nemmeno la perdita degli ultimi due anni dietro al passaggio d’appalto. Oramai tutto dovrebbe andare come previsto, i lavori dovrebbero riprendere e l’istituto completato, ma è meglio essere cauti. Non si può mai sapere cosa ci aspetta in futuro. È importante, però, rendersi conto dell’importanza di questa nuova sede. Siamo uno degli istituti con il maggior numero di iscritti all’anno. Aprire nuove sedi a Polignano e Putignano non ha totalmente risolto il problema, anzi. Gli iscritti a Polignano sono notevolmente aumentati. Inoltre il comune di Putignano preme per la restituzione della sede, che destinerebbero ad un loro istituto.»

La situazione, insomma, non è facile per nessuno. Notevoli difficoltà, infatti, riscontano anche i dipendenti: «Il nostro personale è decentrato, costretto a spostarsi continuamente da una sede all’altra. È un disagio che soffrono anche gli studenti, che però si fanno portavoce temporanei del problema. Del resto gli alunni vivono con noi per cinque anni, una volta diplomati, il problema per loro scompare, anche se passano il testimone a coloro che li seguono. Resta un problema grave per i nostri dipendenti.»

Spesso al preside Tartaglia è stato detto di effettuare una sorta di “cura dimagrante” nel suo istituto, per far si che un minor numero di studenti si traduca nella scomparsa delle svariate sedi sparse nei vicini comuni. Ovviamente, il preside considera questa una soluzione impossibile, non solo poiché il suo è un istituto pubblico, ma anche perché bisogna garantire il diritto allo studio a quei ragazzi che scelgono l’istituto alberghiero come possibilità del futuro.

Dopo tutti questi anni nell’incertezza, abbiamo chiesto al dirigente scolastico cosa si augura per il prossimo futuro. «Vorrei che dopo tutti questi anni, le cose si facessero un po’ più concrete. I nostri ragazzi hanno diritto ad una sede nuova e ben funzionante. Non ci può essere consegnato un edificio che sia solo costituito da mura. Deve essere attrezzato per il suo futuro impiego. Magari anche aiutati dalla frangia politica del nostro comune, che spinga affinchè non restino solo progetti. Troppo spesso ho visto politici, di varia parte, farsi portavoce del nostro disagio e promotori di nuove iniziative durante la campagna elettorale. Poi, passato il clima elezioni, ci hanno dimenticato. Occorre un impegno serio e duraturo. Del resto, mi pare abbiamo aspettato abbastanza.»

 

Parole che danno da riflettere e che, si spera, non restino sospese a mezz’aria, ma entrino, a pieno diritto, nella mente di chi qualcosa può fare. Forse nel corso dei consigli comunali non si dovrebbe parlare dei furti avvenuti in sede, ma di come fare a impedirli, i furti. Inutile dire che, la soluzione, sta proprio nel completamento, definitivo, della costruzione.

 

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