Sabato 19 Maggio 2012
   
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GROTTE DI CASTELLANA, PARLA MAURIZIO PACE.

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Intervista a Maurizio Pace, presidente della Società Gtorre s.r.l. Un'occasione per parlare delle nostre grotte, di Castellana e non solo.

La Bit di Milano segna, ancora una volta, la vittoria di una Puglia che sta crescendo. Merito anche delle nostre grotte.

Noi abbiamo aderito ad un progetto dell’assessore provinciale Nuccio Altieri, che è quello di promuovere un nuovo brand che comprenda tutta una serie di attività e peculiarità della Puglia. Ci siamo affiancati al progetto come grotte di Castellana, ma anche come Castellana Grotte, insieme all’amministrazione, per promuovere “Costa dei trulli” che è l’identificazione di una parte della Puglia bella e caratteristica. Il successo è stato parallelo tra le grotte di Castellana e la costa dei trulli e quest’ultima ha avuto un’importante riconoscibilità all’interno della zona Puglia nella Bit. Noi ci siamo mossi in maniera un po’ separata, pur essendo all’interno di questo progetto. Poi c’è stata questa fortunata indagine che ci ha premiato come secondo luogo di interesse nella Puglia, nell’ideale del turista italiano.

Eppure ci accontentiamo della medaglia d’argento, cedendo il primato ad Alberobello. Ma l’oro è così lontano da noi? Come raggiungerlo?

I trulli di Alberobello sono sicuramente unici al mondo, mentre le grotte sono diffuse per natura. In Italia e in Europa ce ne sono diverse. Poi la riconoscibilità del sito UNESCO avvantaggia come conoscenza e pubblicità. Sicuramente incide anche un po’ il prezzo del biglietto, poiché il turista può andare in un posto meraviglioso, qual è Alberobello, non pagando nulla, apparentemente. Questo, per noi, è uno svantaggio ogni volta che dobbiamo proporci alle agenzie o anche alle crociere e ai tour operator perché, inevitabilmente, bisogna pagare l’ingresso. Del resto noi abbiamo dei costi di gestione: il personale, le visite che sono tutte guidate con accompagnatori. Questo è lo svantaggio rispetto ai trulli, perché poi la gente, nel momento in cui scende nelle grotte, scopre un mondo sotterraneo meraviglioso, unico nel suo genere. Perciò la difficoltà sta nel farli entrare in grotta, questa la differenza maggiore. Però, nello stesso tempo, la vicinanza con i trulli è un vantaggio reciproco. Se qualcuno non sa dove si trova Alberobello e magari intercetta Castellana, o qualche altra peculiarità della Puglia, viene a conoscenza delle grotte.

E, infatti, in tutti i siti specializzati le due cose sono affiancate. Quando si parla della Valle d’Itria, si parla anche delle nostre grotte.

A questo proposito, c’era un articolo recente, che parlava di tutte le novità e dei punti d’interesse della Puglia e iniziava con «Prima la Puglia era conosciuta solo per le grotte di Castellana» e poi tutte altre cose. Ma le nostre grotte erano il primo riferimento. La vicinanza con gli altri paesi famosi in Puglia è una carta a nostro favore.

Tornando al discorso del prezzo del biglietto, è opinione comune, nel nostro paese, che le grotte non sono valorizzate al meglio come sito turistico. È d’accordo con questa opinione? Secondo lei da cosa scaturisce?

Dipende cosa si intende per valorizzazione.

Si parla di valorizzazione al meglio. Cioè non della mancata valorizzazione delle nostre grotte, ma che forse si potrebbe fare qualcosa di più. Facendo un paragone con Alberobello, il turista, oltre al trullo, si trova circondato da chioschi e negozi tipici. Qui da noi questo viene un po’ a mancare?

Credo che il confronto con Alberobello non sia opportuno, perché i trulli fanno parte della città, quindi, inevitabilmente, lo stesso paese gode della posizione di questi al suo interno. Magari la città di Castellana, pur trovandosi a quattro km dal centro, è lontana dal sito turistico. Questo, però, non vuol dire che una rivisitazione dell’area esterna, soprattutto, non sarebbe utile. Non farebbe altro che migliorare e attrarre ancora di più i turisti, dando loro la possibilità di intrattenersi all’interno dell’area delle grotte. Noi abbiamo lavorato per ampliare l’offerta turistica all’interno del sito ipogeo, ma stiamo anche facendo degli studi per ampliare questa offerta. Il problema sono le risorse. Qui inevitabilmente, ci rivolgiamo al “Piano grotte”, che non dovrebbe solo stabilire come si devono sviluppare le aree, ma deve comprendere il passo successivo, cioè la realizzazione effettiva, la concretizzazione di quello che c’è sulla carta e di quello che ci sarà. Per esempio, nel Piano grotte, è prevista una sistemazione dell’area dei chioschi che è una cosa importante. Per quanto riguarda, invece, il prezzo del biglietto, abbiamo fatto un’indagine prima di fare una modifica, e siamo in linea con le altre grotte turistiche importanti come la nostra. L’aumento del biglietto è avvenuto dopo dieci anni ed è stato circa del 15-20%; dopo dieci anni era a dir poco doveroso.

Nelle ultime stagioni abbiamo visto importanti novità: lo speleonight, che l’estate scorsa ha riscosso grandissimo successo, lo spettacolo “Hell in the cave” e il “Grotte horror”. Cosa ci aspetta nella prossima stagione?

Dopo lo speleonight, stiamo lavorando sulla visita esperienziale: non la classica visita turistica, ma il rapporto tra il turista e le grotte. Però, nello stesso tempo, vogliamo concentrarci sull’area esterna delle grotte e, infatti, nel fine settimana di Pasqua, faremo un test: ci saranno delle attività all’esterno per attirare i bambini e, di conseguenza, le famiglie. Posso preannunciare che ci saranno degli spettacoli e dei concerti. Abbiamo pensato alla grave, che è l’immagine delle grotte di Castellana, perché da lì è nato tutto, rendendola un piccolo contenitore di eventi culturali. Abbiamo avuto la realizzazione del progetto di una scuola di danza “World Dance Movement”. Quest’anno ci sarà la presentazione di un libro scritto da una nostra concittadina. Inoltre, l’anno scorso, la provincia ci ha scelto per un concerto del “Primitivo festival” e il successo di “Grotte horror” ci sta facendo ragionare sulla possibilità di ripetere una piccola rassegna, magari con la proiezione dei film che sono stati girati in grotta negli anni ’50 e ’60.

A questo proposito, a marzo dell’anno scorso, la Società Grotte ha firmato un accordo con l’Apulia film commision, per far tornare le grotte set cinematografici. Ad oggi, come sta andando avanti questa iniziativa?

Più che un accordo scritto è stata un’intesa di collaborazione, che poi ci ha spinto a creare un depliant che abbiamo presentato al “Bifest”, festival internazionale del cinema, dove abbiamo illustrato le attività che sono state fatte all’interno delle grotte di Castellana. Lì ci siamo proposti come location per la realizzazione di eventi e spettacoli, sempre nel rispetto dell’ambiente, senza l’eventualità e la possibilità di introdurre degli elementi invasivi, che possano danneggiare il sito carsico, che sia la grave o tutte le varie caverne. Per quanto concerne “Hell in the cave” posso dire che la regione ha approvato il progetto presentato dall’amministrazione comunale, in collaborazione con la  Promopuglia e le grotte di Castellana, che è stato finanziato con uno stanziamento di più di centomila euro, per la realizzazione di circa cento spettacoli quest’anno. Il progetto prevedeva la messa in atto degli spettacoli per tre anni, quindi, probabilmente sarà così e adesso siamo in attesa di incontrarci per organizzare il tutto, per rendere questo spettacolo concreto. Nel progetto è previsto un impianto di illuminazione che, quasi sicuramente, resterà fisso. L’edizione passata era in via sperimentale e c’erano tutta una serie di strutture importanti e temporanee. Invece, questo progetto a lunga scadenza, dovrebbe servire per valorizzare ancora meglio la caverna. Quindi possiamo aspettarci un nuovo “Hell in the cave”, se non in estate, sicuramente nel 2010.

E per questa estate cosa prevede?

Ci sarà un concerto a giugno di Vincenzo Deluci, artista sulla sedia a rotelle che ha scritto dei brani jazz. È venuto in grotta, nella grave, e ha fatto una serie di studi sui suoni e sta preparando un concerto ad hoc per il nostro tipo di ambiente. Poi la presentazione del libro di cui parlavo prima. Stiamo lavorando per qualcosa di nuovo, non mi voglio sbilanciare, ho il difetto di non annunciare le cose se non ho la possibilità concreta di farle. Generalmente si promettono tante cose, ma io preferisco l’effetto sorpresa e sarete informati preventivamente delle novità. Altra cosa che dovremmo fare è un servizio per i turisti con la possibilità di conoscere i punti commerciali della città di Castellana: tutte le attività di interesse, dal negozio di abbigliamento, al bar, al ristorante, per dare un’informazione in più. È un progetto che non è stato ancora concretizzato, ma siamo a buon punto.

È di poco tempo fa la notizia della messa all’asta delle grotte di Postumia a causa di voragini nel bilancio. Quali sono le cause secondo lei? Le nostre grotte corrono lo stesso rischio?

Proprio ieri ero a Frasassi per un’assemblea dell’Associazione Grotte Turistiche Italiane, di cui faccio parte, come rappresentante delle grotte di Castellana, nel consiglio direttivo con altri quattro colleghi, e abbiamo discusso anche di questo argomento. A Postumia, con la quale abbiamo rapporti per via di Peter Steppen, uno dei maggiori responsabili lì, è successo che l’azienda che aveva in gestione il tutto è crollata, creando una serie di debiti e, non solo il responsabile, ma tutta l’azienda, non si è, forse, resa conto della situazione. Quindi, era in fallimento la gestione esterna. È ovvio che il sito è proprietà dello stato. Una grossa impresa russa si era fatta avanti per comprare e, per evitare che finisse in questo modo, c’è stata una cordata delle banche della Slovenia. È ovvio che il responsabile è stato il capo espiatorio. Si parla di novecentomila euro di danno.

Alle grotte di Castellana fino a che ci sarò io non credo potrà succedere una cosa del genere. Certamente ci sono delle correzioni, su come è stata impostata la società, che credo, prima o poi, bisognerà fare. Noi abbiamo un rapporto con l’amministrazione e abbiamo un canone da pagare a questa. Alla luce delle modifiche che sono state fatte all’interno della società, come per esempio la gestione del personale, non potrà durare a lungo la gestione diretta. Questo dipende dalla volontà dell’amministrazione che, oltre ad essere proprietaria del sito carsico, è anche proprietaria della società, quindi, ha una doppia attenzione e responsabilità nella stessa. Noi abbiamo la responsabilità di essere efficienti e dobbiamo informare sempre l’amministrazione di quali sono le necessità. Se dovesse avvenire una perdita nel bilancio, l’amministrazione deve reinvestire nel capitale sociale che non è eccessivo, parliamo di ottantamila euro. Non è una grande cifra considerato il fatturato della società. Se l’amministrazione, che dà le direttive alla società, ha intenzione di mantenere questo tipo di gestione, dovrà inevitabilmente intervenire anche in maniera economica. Noi stiamo lavorando per trovare altre fonti di guadagno, a parte quella del sito, però credo che un intervento ci dovrà essere nel prossimo futuro. Probabilmente, se si realizzerà il Piano grotte e ci saranno degli interventi, questi non potranno far altro che migliorare la situazione, anche perché, da che ricordi, quasi nessuno ha investito in quest’area, proprio perché non aveva intenzione di rischiare più di tanto. Magari, modificando alcune cose, qualche imprenditore potrà anche avere il coraggio di rischiare.

Le cose stanno, dunque, cambiando anche sotto questo punto di vista?

Si. Noi abbiamo lavorato molto sulla promozione. La rassegna stampa del sito, che abbiamo anche rinnovato, lo testimonia in maniera chiara. Ed anche la nostra presenza nelle fiere in maniera mirata e non sprovveduta. La presenza nell’associazione, che esiste dal 1995, ci ha dato maggiore visibilità. L’ultima assemblea è stata molto importante. Era doveroso, come grotte di Castellana, far parte dell’Associazione delle Grotte Turistiche. Noi, con quelle di Frasassi, siamo le grotte più importanti da un punto di vista economico. In questa assemblea abbiamo approvato una bozza di legge quadro, da sottoporre al ministero, per avere un'identità come associazione che, nell’ambito del turismo in Italia, fa la sua parte. È stato un incontro molto proficuo. Abbiamo fatto il nuovo statuto e approvato il nuovo regolamento. È stata presentata la nuova brochure, che presto diffonderemo; poi creeremo il nuovo sito. E ancora, nell’Associazione Res Tipica, come “Città delle grotte” presentata dal sindaco del comune della grotta del Cavallone, Castellana è presente e ha già aderito tramite l’amministrazione comunale, che è sempre un veicolo importante per richiamare l’attenzione sulle nostre grotte. L’assemblea è stata l’occasione per fare tanti nuovi progetti, per rilanciare l’importanza dei siti carsici e per recuperare questa fetta di turismo che stava riscontrando un po’ di crisi. Noi ci siamo impegnati per affrontarla e limitarla, il confronto con le altre grotte ci ha anche premiati. Frasassi, per esempio, ha avuto un calo importante, Postumia anche, e queste sono le grotte più importanti. Parliamo di 40- 50000 turisti in meno. Noi abbiamo contenuto le perdite a 1800 turisti, praticamente nulle, e il rilancio dell’associazione mira a spingere sempre più l’interesse della gente e a far conoscere altre realtà presenti in Italia. Inoltre, e questa è una notizia nuova, il valore dell’AGT è quello di fare promozione reciproca. Difatti, la principale iniziativa è quella dell’ingresso ridotto per chi si presenta col biglietto della visita nella precedente grotta, per stimolare l’attenzione del pubblico ad una realtà distribuita su tutto il territorio, se pensiamo che Castellana, oltre a queste, abbia tantissime altre cavità non turistiche. Ma anche in Puglia ce ne sono tantissime. I progetti di “Città delle grotte” dell’Associazione Res Tipica sono di diversi tipi. I più famosi sono quelli della Città del vino e della Città dell’olio e sono utili per avere riconoscibilità a livello comunicativo, ma anche a livello di finanziamenti e attenzioni da parte delle autorità riguardo queste realtà. L’Italia dal punto di vista carsico è molto ricca.

Quindi non corriamo il rischio di vedere le nostre grotte messe all’asta?

Assolutamente no, nel modo più assoluto. Anche perché le grotte di Castellana hanno inevitabilmente cambiato la storia della città, quindi, qualunque amministrazione farebbe di tutto per tenersele strette. Magari questo può servire come stimolo a fare più attenzione e ad accarezzarle meglio e tenerci di più. All’inizio del mio mandato dissi che, probabilmente, il castellanese dovrebbe innamorarsi di più delle grotte, ci dovrebbe tenere di più. Ma questo è un luogo comune: chi sa di avere una cosa propria, forse è quello che non ci fa più caso. Del resto, chi si affeziona a qualcosa di proprio, e gli dà un valore, lo diffonde e lo manifesta in ogni occasione. Una cosa triste, che si è sempre detta, è che questa zona la sera è buia, isolata e anche pericolosa. Noi, con Grotte horror, volevamo scuotere questa situazione. Certo, è stato un esperimento, un evento piccolo. Ma l’idea è quella di spingere la gente a fare attenzione alle grotte, sempre. Questo è anche stato un esperimento per la destagionalizzazione.: farebbe meglio alle grotte avere meno turisti ad agosto, e magari distribuirli negli altri periodi dell’anno. Una cosa recente è stata lo studio sul tipo di visita, sul tipo di interesse da parte del turista e su come ritoccare quello che è sempre stato, molte volte anche per abitudine. E non credo che sia del tutto impossibile una cosa del genere. Ci stiamo provando.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti 

 
#5 francesco valente 2010-03-25 17:02
Condivido appieno. Le Grotte sono ridotte al lastrico per essere più governabili dai politici che poi vi piazzano i loro figli. L'area grotte potrebbe essere invece privatizzata e gestita professionalmente. Per il bene del paese, per il bene del patrionio carsico.
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#4 sacchetto 2010-03-25 11:36
C'è un'altro piccolo particolare che vorrei far notare ai miei concittadini: ormai da tanti anni si alternano amministrazioni che dimostrano un'interesse pari a zero per quanto riguarda tutta l'area soprastante le nostre grotte. E allora mi sorge un dubbio, se sene sono fregati di tutto ciò che c'è sopra figuriamoci di quello che c'è sotto!
La risposta è sotto gli occhi di tutti, basta andarsi a fare un giro.;-)
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#3 sacchetto 2010-03-24 14:39
Vorrei far presente agli amministratori della grotte srl che l'area soprastante il complesso carsico va resa PIU' VIVIBILE e non solo per il turista, ma soprattutto per il CITTADINO CASTELLANESE! Dovete solo VERGOGNARVI!
:sad::sad: Qualche sera fà sono stato addirittura aggredito da un branco di cani randagi! E' uno SCHIFO!
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#2 sacchetto sachet 2010-03-24 14:34
Vorrei far presente agli amministratori della grotte srl che l'area soprastante il complesso carsico va resa PIU' VIVIBILE e non solo per il turista, ma soprattutto per il CITTADINO CASTELLANESE! Dovete solo VERGOGNARVI! Di sera mi è capitato addirittura di essere aggredito da un branco di cani randagi! E' uno SCHIFO!:sad:
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#1 sacchetto 2010-03-24 14:23
Vorrei far presente agli amministratori della grotte srl che l'area soprastante il complesso carsico va resa PIU' VIVIBILE e non solo per il turista, ma soprattutto per il CITTADINO CASTELLANESE! Dovete solo VERGOGNARVI!
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